Ciao E.

23 10 2010

Portavi sempre una ventata d’allegria. Il tuo buonumore era contagioso. Ed eri un bravissimo ragazzo, seppur “pazzo”. A casa tutti ti avevano “adottato”. Mia madre, con una punta d’orgoglio, racconta sempre di come ti piaceva la sua cucina e il suo caffè.

Certe tue battute, come quella del “segreto professionale”, resteranno indelebili nella mia mente.

Mio fratello ti ha perso come suo migliore amico…nella vita certe amicizie sembrano indissolubili, invece arriva la morte a 23 anni a spezzarle.

Ciao E.





Tizià, con chi ce l’avevi?

10 10 2010

Un periodo davvero buio della mia vita è coinciso con un periodo davvero buio dal punto di vista musicale. Chi l’avrebbe mai pensato che le mie pene d’amore avessero testi e musiche di Tiziano Ferro?!

Ma vuoi dirmi come questo può finire? Non me lo spiegare…è stato quasi un inno.

Non basta più il ricordo, ora voglio il tuo ritorno…è stato un grido disperato.

Inventerai che non hai tempo, inventerai che tutto è spento, inventerai che ora ti ami un po’ di più, inventerai che ora sei forte…E chiuderai tutte le porte. Ridendo troverai una scusa…una in più..sono le parole che ti ho fatto pronunciare.

E il mio ricordo ti verrà a trovare quando starai troppo male. Quando invece starai bene resterò a guardare…è quello che ho sempre pensato.

Ma io le cantavo per una donna!





Il gioco dell’angelo

5 10 2010

<<Lei è crudele, Eulalia>>.

La bibliotecaria rise di gusto e mi guardò a lungo negli occhi.

<<Mi dica, Ignatius B., chi le ha spezzato il cuore con tanta rabbia?>>

<<Vedo che lei sa leggere anche altro, oltre ai libri…>>

Rimanemmo seduti ancora alcuni minuti, osservando l’andirivieni dei camerieri nella sala di Casa Leopaldo.

<<Sa qual è il bello dei cuori infranti?>>, domandò la bibliotecaria. Scossi la testa.

<<Che possono rompersi davvero soltanto una volta. Il resto sono graffi>>.

<<Lo metta nel suo libro.>>

Indicai il suo anello di fidanzamento. <<Non so chi sia quel citrullo, ma spero che sappia di essere l’uomo più fortunato del mondo.>>

Eulalia sorrise con uan certa tristezza e annuì. Tornammo in biblioteca e ognuno riprese il proprio posto, lei alla sua scrivania e io al mio angolo.

Il gioco dell'angelo - Carlos Ruiz Zafòn








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